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Rand sudafricano sempre più sotto pressione nel mercato valutario

Continua la marcia in discesa per il Rand sudafricano, che cade ai minimi del 2018 contro la sterlina e il dollaro. Fattori tanto interni quanto offshore hanno visto gli operatori abbandonare la valuta sudafricana. Secondo alcuni analisti, molto presto la South African Reserve Bank (SARB) potrebbe intervenire con un ritocco al rialzo dei tassi per evitarle ulteriori perdite sul mercato valutario. Anche se tassi d’interesse più elevati servirebbero solo a indebolire un’economia già fragile.

La caduta del Rand

rand sudafricaIl cambio tra sterlina e South African Rand ha raggiunto nuovi massimi annuali a 17.80 la scorsa settimana, con formazione (nei grafici intraday) di un three white soldiers pattern poi disatteso. Questo perché gli investitori hanno evitato le valute dei mercati emergenti. Inoltre i dati sul PIL del Sud Africa per il primo trimestre hanno depresso ulteriormente il mercato. Il fatto che la sterlina abbia guadagnato così tanto terreno sul Ran è significativo, visto che la Sterlina non è che sia stata protagonista di una grande settimana. Tuttavia potrebbe continuare ad avanzare contro il Rand, specie se la Federal Reserve statunitense dovesse far passare il messaggio che incrementerà il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse (mercoledì ne è atteso uno).

Il Rand è infatti negativamente correlato al Dollaro USA, come tutte le valute dei mercati emergenti, dal momento che il debito interno è in gran parte denominato in dollari (si confrontino i grafici del loro andamento su Dukascopy ECN – recensone). Di conseguenza, quando il biglietto verde aumenta allora il costo del debito mette pressione sulle finanze pubbliche e di conseguenza fa aumentare l’aumento dei deflussi finanziari.

I titoli di debito del Sudafrica

La crescita dei tassi da parte della Federal Reserve, finirebbe per intensificare la pressione sulla valuta del Sudafrica visto che si amplierebbe il differenziale tra titoli di stato USA e titoli di stato sudafricani decennali (attualmente al 9,0%, ma a parità o quasi di rischio non così attraenti come quelli offerti da concorrenti come la Turchia e il Brasile: rispettivamente del 12,30% e dell’11,68%). Finora il SudAfrica ha potuto tenere un rendimento minore rispetto a Turchia e Brasile, ma solo grazie al fatto di aver schivato di un pelo il downgrade del rating del credito a “junk”.

La combinazione di sentimento di rischio globale e dati interni deboli ha reso nervosi gli investitori, che lo sono ancora di più pensando all’imminente rialzo dei tassi della Fed e alle preoccupazioni per una guerra commerciale globale. Quest’ultima finirebbe per coinvolgere anche l’economia sudafricana.

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