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Siderurgia green grazie a polimeri e scorie: il modello Riva Acciaio

Riva Acciaio

La transizione green è ormai alle porte e l’industria siderurgica deve rimanere al passo. Riva Acciaio dimostra che è possibile inserire la produzione dell’acciaio in un sistema di economia circolare.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: acciaio più green con polimeri provenienti dai rifiuti

Oggi la sostenibilità è uno dei temi al centro dell’atteso rilancio post-pandemico. Non si tratterà di una semplice crescita economica bensì di un vero e proprio cambiamento di paradigma. Le aziende di ogni settore dovranno adeguarsi a modelli di business dove i valori ambientali e sociali diventeranno sempre più determinanti. Riva Acciaio vede nell’economia circolare una delle risposte più efficaci alle sfide della transizione ecologica. L’azienda, leader italiano nel settore della siderurgia, da anni è impegnata nella promozione di un sistema basato sul riutilizzo e sul riciclo dei rifiuti. Ridurre al massimo gli sprechi è l’unica possibilità per affrontare il tema della scarsità delle risorse e allo stesso tempo diminuire l’impatto ambientale. Riva Acciaio partecipa al progetto italiano verso un’economia circolare attraverso due modalità ed entrambe coinvolgono direttamente il processo produttivo. La prima è quella di servirsi di polimeri derivati dalla raccolta differenziata dei rifiuti in plastica. Oltre ad avere migliori performance rispetto alle fonti classiche, contribuiscono alla diminuzione delle emissioni di CO2. I polimeri vengono infatti utilizzati come prodotti naturali al posto di carbone e antracite.

Riva Acciaio: le scorie come fonte per la creazione di nuovi prodotti

Nel primo caso quindi Riva Acciaio si rivolge all’esterno per acquistare un prodotto che precedentemente era un rifiuto. La seconda modalità riguarda invece l’invio dei rifiuti della produzione non in discarica ma reindirizzandoli verso impianti capaci di trasformarli nuovamente in prodotti. La scoria nera proveniente dagli impianti dell’azienda viene infatti utilizzata per produrre conglomerati cementizio bituminosi, utilizzati comunemente per la realizzazione di sottofondi stradali e come indurente negli impasti bituminosi. Si tratta del 10% del materiale derivante dal ciclo produttivo. Alle scorie nere Riva Acciaio aggiunge quelle bianche e le polveri dell’acciaieria. Le prime, similmente alle nere, vengono sfruttate per attività come la formulazione di cementi. Le polveri sono impiegate per produrre CZO, evitando così che materiali pericolosi come zinco, ferro e metalli non ferrosi vengano dispersi nell’ambiente.

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