Raccolta del terzo fondo di F2i: Renato Ravanelli annuncia che il tetto salirà a 3,6 miliardi

“Chiederemo a breve l’assemblea per portare il target massimo di raccolta del terzo fondo da 3,3 miliardi a 3,6 miliardi”: con queste parole Renato Ravanelli, AD di F2i , ha espresso soddisfazione per l’ottimo riscontro ricevuto dagli investitori, soprattutto esteri.

F2i, fondi italiani per le infrastrutture

F2i: la raccolta del terzo fondo passa da 3,3 a 3,6 miliardi di euro. Soddisfatto l’AD Renato Ravanelli

Dopo aver annunciato a metà dicembre il primo closing del terzo fondo a quota 3,14 miliardi di euro, F2i sgr è pronta ad alzare il target massimo di raccolta, una scelta dovuta all’ottimo riscontro ottenuto dagli investitori, in particolare quelli esteri. Ad anticiparlo Renato Ravanelli che, in un’intervista rilasciata a Milano Finanza, ha annunciato che “chiuderemo a 3,6 miliardi la raccolta nel prossimo mese di aprile”. Il terzo fondo comincia, in questo modo, con un portafoglio di grande rilevanza in diversi settori di mercato: quello aeroportuale, delle reti gas, delle energie rinnovabili solari e del ciclo idrico integrato. La società di gestione del risparmio, forte di una tale raccolta, si sta muovendo in questi giorni per la chiusura di diversi deal. Insieme a RaiWay ha sottoposto un’offerta congiunta per Persidera, società controllata al 70% da Telecom Italia e al 30% da gruppo Gedi. I termini dell’accordo prevedono, come annunciato da Renato Ravanelli, che “da un lato F2i compri i diritti d’uso delle frequenze attualmente rilasciate a Persidera per i propri Multiplex e che dall’altro Rai Way compri l’infrastruttura di rete”.

Terzo fondo: le operazioni di F2i

Un’offerta, quella per Persidera, il cui valore è “in linea con quello che gli azionisti si attendevano”. Renato Ravanelli ha infatti sottolineato come si tratti di “un piccolo deal”, che significa tuttavia “l’ingresso in un settore che va nella direzione di un consolidamento a livello italiano ed europeo”. Per F2i è quindi importante esserci. Spostandosi sulle partecipazioni già presenti in portafoglio, l’Amministratore Delegato ha ribadito la propria disponibilità a comprare la quota del Comune di Milano in SEA. Una quota del valore di un miliardo di euro circa che, qualora il Comune la valorizzasse, porterebbe in dote un’ampia liquidità per investire in città mentre F2i potrebbe occuparsi della crescita del business di SEA in maniera molto più veloce ed efficiente rispetto a quanto si sta verificando ora. Il tutto con l’auspicio che vengano integrati gli scali di Malpensa e di Bergamo.

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