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Rendimenti e inflazione, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

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Uno dei fattori ai quali gli investitori del settore obbligazionario guardano con maggiore interesse, è la prospettiva di inflazione. Secondo molti, tenuto conto del cauto ottimismo riguardo alla ripresa economica, ci dovrebbe essere una accelerazione nei prossimi mesi. Cosa che provocherebbe un picco dei rendimenti.

Inflazione, scenari e rendimenti

Rendimento investimenti immobiliariMa è davvero concreto questo scenario? Per capirlo occorre muoversi su tre binari paralleli. Anzitutto i fondamentali.
Durante questi mesi di crisi, l’elevata capacità produttiva inutilizzata dell’economia (a causa del crollo della domanda e dei consumi) ha prodotto un effetto disinflazionistico. Tuttavia con la ripresa dell’attività produttiva, questo effetto dovrebbe finire e generare un impulso positivo sull’inflazione.
Le proiezioni riguardanti l’indice generale dei prezzi al consumo (CPI) statunitense sono chiare: dal valore di 1,4% attuale, si potrebbe arrivare al 3% nel giro di pochi mesi. In questa ottica però, tutto dipende dalla riapertura delle economie.

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Valutazioni quantitative e tecniche

Bisogna poi fare delle valutazioni quantitative. In sostanza esiste la possibilità che l’accelerazione dei prezzi sia tale da provocare una reazione eccessiva da parte dei mercati. Lo ritengono diversi analisti di broker Consob autorizzati. Questo finirebbe per alimentare i rendimenti obbligazionari. Se questo dovesse succedere troppo velocemente, i mercati obbligazionari andrebbero in difficoltà. Ma anche questo è uno scenario difficilmente concretizzabile.

Poi ci sono i fattori tecnici. In quest’ottica gli investitori potrebbero dare luogo a uno spostamento dai mercati più rischiosi, che sono più sensibili a un aumento dei tassi. Un esempio concreto è quello del debito dei Mercati Emergenti. Anche in questo caso però l’ipotesi è poco concreta dal momento che, per via delle politiche ultra-accomodanti delle banche centrali, c’è un elevato livello di liquidità che sostiene i mercati obbligazionari.

In sostanza, pur non trascurando tutti gli scenari alternativi che potrebbero manifestarsi, sembra più probabile che l’aumento dell’inflazione sarà graduale, e così anche l’aumento dei rendimenti.

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