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Petrolio, gli analisti tagliano le previsioni sulla quotazione

Le banche d’affari si dividono sulle prospettive di prezzo del petrolio, ma su una cosa sono abbastanza concordi: bisogna avere molta prudenza nell’affacciarsi a questo mercato. Esso rimane essenzialmente assai instabile. Non si può quindi cantare vittoria dopo qualche accenno di ripresa, ne’ pensare che stiamo entrando in una fase di stabilizzazione del prezzo. Ciò rappresenta un campanello d’allarme per chi predispone una strategia vincente opzioni binarie.

La view ribassista sul petrolio

petrolioUn report che ha coinvolto diversi broker e analisti smorza quindi tutti i possibili facili entusiasmi degli ultimi giorni. Il nodo essenziale è che secondo loro la quotazione del petrolio continuerà a viaggiare su livelli molto più bassi rispetto alle previsioni di qualche mese fa. Queste ultime infatti non fanno nemmeno più testo, dal momento che sono oramai completamente state superate dagli eventi. La convinzione diffusa è che il contesto macroeconomico sia completamente cambiato, e quindi il taglio della produzione non potrà più avere la stessa efficacia che avrebbe avuto un tempo.

L’azione del OPEC, se qualche anno fa avrebbe potuto avere successo, adesso come adesso non potrà farcela più. E i dati lo dimostrano (se volete uscire dalle commodities e puntare sulle valute, fate prima un confronto broker Forex recensioni).

Le previsioni di diversi analisti

Ma quali sono le previsioni sull’andamento del prezzo del petrolio dei vari broker e analisti? Societe Generale vede il Wti capace di raggiungere quota 47,5 dollari al barile nel terzo trimestre. Nell’ultimo spicchio dell’anno in corso forse potrà anche toccare quota 50 dollari al barile.
Tanto? No, se pensiamo che pochi mesi fa la stessa SocGen parlava di biettivo 58,5 dollari al barile.

Non è diverso il discorso di Jp Morgan, che a fronte delle precedenti stime circa il Brent a 62 dollari al barile, adesso è sceso a 50 dollari al barile, forse 52 verso la fine dell’anno.
Secondo Goldman Sachs il petrolio Wti nel terzo trimestre arriverà sui 47,5 dollari al barile. Molto meno dei 55 dollari previsti alcuni mesi fa.

Nessuno quindi ha confermato i valori di qualche tempo fa. Ne’ per il Brent ne’ per il Wti. Questo dimostra quanto la recente ripresa della quotazione petrolio non convince ancora gli operatori. Credono che questa ripresa poggi su presupposti ancora molto deboli, per lo più derivanti dal lieve taglio dell’estrazione avvenuto negli Usa (il primo calo da gennaio).

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